UN CROCEVIA DI CULTURE DIVERSE

La Lucania è un territorio storico dell’Italia antica che comprendeva quasi tutta l’odierna Basilicata. Da sempre è stata un’ importante crocevia di popoli e culture diverse. Nel periodo classico ed ellenico gli antichi lucani possedevano una costituzione democratica (salvo in tempo di guerra), dimostrando un elevato livello di organizzazione. Lo sviluppo successivo delle colonie romane permise la costruzione di infrastrutture e architetture importanti. Alcune di esse oggi sono visitabili nel parco archeologico di Grumentum; l’anfiteatro, il teatro, il foro, le terme repubblicane e imperiali, la necropoli.

La tenacia del popolo lucano permise, non solo di resistere alle incursioni di molti popoli  e conquistatori come saraceni,  normanni, aragonesi  e spagnoli, ma di entrare in contatto con innumerevoli realtà e culture. Le repressioni borboniche ed austriache, però, portarono allo sfinimento di un territorio che chiedeva libertà e nuove riforme agrarie. Nel 1860 iniziarono i moti insurrezionali lucani. Una vera e propria guerra civile, caratterizzata dal brigantaggio, che divenne un fenomeno sociale e politico e proseguì fino al primo decennio del Regno d’Italia. Tutti erano coinvolti, borghesi e contadini, in nome della libertà.

I contadini lucani nella loro secolare storia hanno avuto tre guerre collocate nel tempo, la prima delle quali fu contro i greci che conquistarono queste terre. Da un lato c’erano gli eserciti organizzati degli Achei con le loro armi; dall’altro i contadini con le loro scuri, le falci e i coltelli. La seconda guerra fu quella contro i Romani che permise la diffusione della teocrazia statale con tutte le sue incomprensibili leggi. Infine la terza e ultima fu quella dei briganti: i contadini non avevano cannoni come “l’altra Italia” che li stava sottomettendo, ma avevano la rabbia dovuta alla povertà, all’emigrazione, all’ingiustizia sociale che il nuovo stato savoiardo stava perpetrando nelle terre meridionali.

Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli